La scienza sul campo: la scuola alla scoperta del ciclo dell'acqua

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A cura di Alessia Rizzo, Aurora Pellè, Giada Fasano,  Arianna Della Torre, Alessia Politi e Dennys Quarta (4BTC, 4CTC, 4ATC, 3AOC, 3BOC, 3COC)

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Un'uscita didattica focalizzata sulla sostenibilità ambientale e sui processi di depurazione del territorio, guidata dall'esempio storico e tecnologico dell'Acquedotto Pugliese.

Promuovere la conoscenza diretta del proprio patrimonio ambientale e tradurre in competenze pratiche le nozioni teoriche apprese tra i banchi. Con questo spirito orientato alla sostenibilità, l'Istituto d'Istruzione Superiore "Antonietta De Pace" ha organizzato un'importante uscita didattica sul territorio, portando le proprie classi a osservare da vicino il funzionamento dell'impianto di depurazione delle acque reflue gestito dall'Acquedotto Pugliese.

L'iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di educazione civica e ambientale, strutturato per favorire la consapevolezza ecologica nelle nuove generazioni. Attraverso l'osservazione diretta dei processi di trattamento biologico e chimico-fisico a cui sono sottoposte le acque di scarico urbane, gli studenti hanno l'opportunità di comprendere l'estrema complessità tecnologica e l'assoluta necessità che risiedono dietro il riutilizzo sicuro delle risorse idriche, contrastando lo spreco e tutelando l'ecosistema locale.

L'Acquedotto Pugliese: una sfida monumentale contro la sete

Per comprendere appieno il valore di questa esperienza, è essenziale inquadrare il ruolo dell'ente che gestisce questi impianti. L'Acquedotto Pugliese (AQP) rappresenta una delle più maestose e complesse opere di ingegneria idraulica al mondo. Nato tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'acquedotto fu progettato con un obiettivo storico fondamentale: risolvere in modo definitivo la piaga della scarsità idrica in una regione, la Puglia, per sua natura priva di corsi d'acqua superficiali significativi e da sempre caratterizzata da una terra arida.

L'opera monumentale convoglia le acque dalle sorgenti della Campania (in particolare dal fiume Sele) e della Basilicata, attraversando l'Appennino grazie a una fitta rete di canali, gallerie e condotte che si snodano per migliaia di chilometri fino a raggiungere l'estremità della penisola salentina. L'arrivo dell'acqua pubblica ha storicamente trasformato il volto socio-economico della regione, debellando malattie, migliorando le condizioni igienico-sanitarie e permettendo lo sviluppo agricolo e industriale del territorio.

Oggi il compito dell'Acquedotto Pugliese non si limita alla fondamentale distribuzione dell'acqua potabile, ma si estende alla gestione responsabile del suo intero ciclo vitale. Restituire all'ambiente un'acqua pulita attraverso impianti di depurazione all'avanguardia è il tassello cruciale per preservare la biodiversità dei nostri mari, tutelare le coste e salvaguardare le falde acquifere dall'inquinamento.

Dalla teoria alla pratica della sostenibilità

Durante il percorso guidato presso l'impianto di depurazione, l'attenzione viene focalizzata sulle diverse fasi del trattamento dei reflui: dalle prime grigliature per la rimozione dei solidi grossolani, fino ai complessi processi biologici e di abbattimento batterico. Questo permette agli studenti di verificare sul campo i concetti legati alla microbiologia e alla chimica ambientale, materie centrali nello sviluppo scientifico e civile degli studenti.

Vedere dal vivo i grandi bacini di trattamento e comprendere lo sforzo tecnologico necessario per rendere l'acqua nuovamente compatibile con l'ambiente rappresenta la miglior forma di apprendimento possibile. L'iniziativa dell'IISS "Antonietta De Pace" dimostra come la scuola possa farsi promotrice attiva di una cultura della transizione ecologica, formando cittadini consapevoli che non considerano l'acqua come una risorsa infinita, ma come un bene prezioso da difendere e rigenerare.