Al De Pace di Lecce il cinema si fa scuola: quando il grande schermo insegna a "diventare grandi"

Sotto la guida della Dirigente Silvia Madaro Metrangolo, gli studenti approdano al DB D’Essai per il progetto "La grammatica dello sguardo". Un percorso tra i capolavori di Scorsese e Salvatores per decifrare il mondo attraverso le immagini.
a cura di: Giulia Gattulli, Gabriele Montanaro, Christian Totaro, Luigi Leone, Gabriel Liccardi e Emanuele Pagliara.
LECCE – Non chiamatela semplicemente "uscita al cinema". Per gli studenti dell'I.I.S. "Antonietta De Pace" di Lecce, le mattinate trascorse nelle scorse settimane presso lo storico Cinema DB D’Essai hanno rappresentato un vero e proprio laboratorio di vita e cittadinanza. L'istituto, con le sue sedi di Viale Marche e Via Miglietta, ha infatti aderito con convinzione al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, attivando il progetto "La grammatica dello sguardo".
Un’alleanza per l’educazione visiva
L'iniziativa, che vede il "De Pace" collaborare con il Liceo "Banzi Bazoli" di Lecce, nasce così una sinergia tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Cultura. L'obiettivo è ambizioso: fornire ai ragazzi gli strumenti critici per non essere spettatori passivi, ma lettori consapevoli dei messaggi visivi che dominano la nostra epoca.
Il cinema come bussola: i film e le tematiche
Il cuore del progetto è stato la visione di due film scelti per la loro capacità di dialogare con le inquietudini e i sogni dell'adolescenza:
• La magia della creazione con "Hugo Cabret": L’11 aprile, le quarte classi e alcune classi terze hanno scoperto il capolavoro di Martin Scorsese. Un’opera che ha permesso ai ragazzi di riflettere sul valore della memoria, sulla capacità di riparare ciò che è rotto (non solo ingranaggi, ma anche legami umani) e sul cinema come invenzione che cambia la realtà.
• L'identità e il coraggio ne "Il ragazzo invisibile": Il 18 aprile sono state presenti altre classi terze e quarte alle prese con il film di Gabriele Salvatores. La storia di Michele, un adolescente che si sente trasparente agli occhi dei compagni, è servita come potente metafora per affrontare il tema dell'accettazione di sé, del bullismo e della scoperta dei propri talenti nascosti.
Metodologia: oltre la visione
L'esperienza al DB D’Essai non si è esaurita con lo scorrere dei titoli di coda. Ogni proiezione è stata preceduta da un incontro introduttivo e seguita da un dibattito a distanza con Giulia Iannello, esperta di educazione visiva. Questo confronto ha permesso ai ragazzi di analizzare le tecniche del linguaggio filmico e di rielaborare i messaggi sociali dei film.
Verso il futuro: FSL e Orientamento
L'istituto ha dato grande rilievo a queste attività, integrandole formalmente nel percorso FSL (Formazione e Sicurezza sul Lavoro) e nel modulo Orientamento. Partecipare a queste giornate ha significato per gli alunni non solo arricchire il proprio bagaglio culturale, ma anche maturare ore valide per il proprio profilo formativo e per le scelte future, imparando che la cultura è il primo passo per una professionalità consapevole.

